Museo Napoleonico

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Home > Mostre > Napoleone. Fasto... > La collezione della Fondation Napoléon.

Testo di Karine Huguenaud, Responsabile delle collezioni della Fondation Napoléon

Creata nel 1987 e riconosciuta di pubblica utilità, la Fondation Napoléon ha iniziato nel 1990 una politica di acquisti prestigiosa, fedele allo spirito di quel grande collezionista che fu Martial Lapeyre. Di padre alverniate e di madre normanna, Martial Lapeyre (1904-1984) nacque a Parigi dove ebbe fortuna nel campo della falegnameria industriale. Grande studioso di storia e amante dell’arte, fece dell’interesse per Napoleone la passione di tutta la sua vita. Esperto collezionista, Lapeyre s’impegnò a raccogliere pezzi di grande pregio per circa quarant’anni nelle aste pubbliche di cui era diventato un frequentatore abituale e, talvolta, acquistandoli in vendite a trattativa privata da eredi di famiglie illustri con la mediazione di antiquari specializzati. Si tratta di una collezione eccezionale in cui dominano i ricordi dei due Imperi e in particolare numerosi oggetti appartenuti allo stesso Napoleone o ai membri della famiglia imperiale, che fu lasciata in legato alla Fondation Napoléon. Dal 1990 è stato costantemente portato avanti l’arricchimento di questo fondo iniziale, privilegiando le rarità, i capolavori del patrimonio nazionale. Ognuno potrà giudicare qui la qualità di questo ampliamento che in gran parte segue i criteri di scelta di Martial Lapeyre.
La porcellana, e in particolare quella della Manifattura di Sèvres, rappresenta uno dei punti di forza della collezione. È così che nel 1991 la Fondation Napoléon acquistò due pezzi notevoli, un piatto del servizio personale dell’Imperatore – la veduta di Magonza – che si aggiunse agli altri diciotto riuniti nel corso degli anni dal collezionista, e il cabaret des chasses impériales, dono offerto da Napoleone alla Contessa di Croix, dama di palazzo di Maria Luisa, in occasione delle Strenne del 1813. Sempre a Sèvres sono da riferire due importanti vasi, acquistati in un’asta pubblica del 2002: il vaso fuseau decorato da Gérard con il ritratto di Napoleone in costume del Sacre e il vaso étrusque del battesimo del Re di Roma. Da Sèvres proviene anche una parte del cabaret à thé égyptien consegnato all’Imperatrice Giuseppina nel 1811, del quale una tazza e un piattino figuravano già nella collezione dal 1979. Nel 2003 le vicende del mercato dell’arte hanno fatto comparire la teiera e altre otto tazze con piattini di questo prestigioso servizio, elementi che Martial Lapeyre avrebbe sicuramente acquistato se gli fossero stati proposti. Allontanandosi dalla sfera delle arti decorative, ambito privilegiato della collezione Lapeyre, la Fondation Napoléon, per rispondere alla sua missione di difesa e di salvaguardia del patrimonio napoleonico, ha acquistato opere fondamentali della storia dell’arte fra le quali, in primo luogo, nel 1994, un disegno di Jacques-Louis David. Questo studio per il Sacre presenta il primo soggetto scelto dal pittore, dedicato interamente all’incoronazione dell’Imperatore.
L’acquisto nel 1997 della serie di acquerelli originali di Pierre-François-Léonard Fontaine si è reso necessario per formare lo stupendo insieme, esposto in questa occasione al Museo Napoleonico di Roma e al Museo Nazionale delle Residenze Napoleoniche dell’Isola d’Elba. Contravvenendo talvolta ai gusti di Martial Lapeyre, la Fondation Napoléon ha realizzato qualche acquisto anche in ambiti che il collezionista aveva volontariamente ignorato, come gli autografi e l’abbigliamento. Ne fanno parte i rari fogli manoscritti delle lezioni d’inglese che Napoleone prese a Sant’Elena e i vestiti che indossava durante la sua prigionia sull’isola. D’altronde, lo stesso Martial Lapeyre non aveva forse dimostrato interesse per l’Imperatore in esilio, perfino per il culto napoleonico, acquistando alcuni ricordi raccolti sotto forma di preziosi reliquari? L’approccio più intimo al personaggio, evocato nell’ultima parte dell’esposizione, trova la sua massima rappresentazione nei cofanetti nécessaire che furono la specialità di Biennais. Lo straordinario nécessaire dentario o il nécessaire da viaggio offerto da Napoleone a Las Cases, acquistati rispettivamente nel 1994 e 2001, si uniscono ai due lussuosi nécessaire della Duchessa d’Otranto e della Duchessa di Dalmazia della collezione Lapeyre, presentati nella prima parte dell’esposizione.
Questa selezione delle principali opere della collezione Lapeyre alle quali si aggiungono le importanti acquisizioni della Fondation Napoléon forma il cuore della nostra mostra su Napoleone. Prestiti eccezionali dal Musée de l’Armée e dal Musée de Malmaison rafforzano alcuni aspetti. Il pubblico, ci auguriamo, avrà il piacere di scoprire e di apprezzare queste opere esposte per la prima volta in Italia.

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